giovedì 10 maggio 2018

228 Roma antica


LE ORIGINI E LA MONARCHIA

Tra i popoli che vivevano in Italia nel I millennio a.C. vi erano i Latini: essi vivevano nella regione che oggi si chiama Lazio.


I Latini fondarono Roma: all’inizio era solo un villaggio sulle rive del fiume Tevere, in una posizione dove era importante il commercio di sale nella regione; grazie a questo, Roma si sviluppò fino a diventare nel VII secolo a.C. una città.

Un’immagine di Roma oggi con il fiume Tevere

Nei primi secoli della sua storia (dal 753 al 509 a.C.) Roma fu una monarchia, cioè uno Stato comandato da un re (che faceva parte delle famiglie più ricche di terre); il re governava assieme a un’assemblea (detta Senato) formata dagli uomini delle famiglie più importanti.

In questa antica moneta è raffigurato Tarquinio il Superbo, l’ultimo re di Roma

Nella società romana vi erano due classi sociali: la nobiltà, costituita da chi possedeva terre (costoro erano chiamati patrizi), e il popolo, formato da contadini, artigiani e commercianti, che erano chiamati plebei. Solo i patrizi potevano far parte del Senato, i plebei no.

LA REPUBBLICA

Verso la fine del VI secolo a.C. la monarchia venne sostituita da una nuova forma di governo, chiamata repubblica: la città veniva governata da una serie di magistrati, cioè persone elette dai cittadini per occuparsi dei diversi problemi (la costruzione di opere pubbliche, i processi contro chi aveva commesso un reato, e così via). Il loro incarico durava solo un anno.
I magistrati più importanti erano i consoli: erano due, guidavano l’esercito, e avevano molto potere in tempo di pace. I consoli erano aiutati dal Senato, formato per molto tempo solo da patrizi.
Solo con il passare del tempo alcuni plebei riuscirono, attraverso proteste e minacce, a ottenere un poco di potere, ma Roma non divenne mai una città democratica; il popolo non ebbe mai il potere di governare la città.
Roma rimase una repubblica per circa 5 secoli: si ingrandì molto e fece molte guerre, per conquistare sempre nuove terre.
Le prime guerre furono combattute contro i popoli che vivevano in Italia (Etruschi, Greci, Sanniti, ecc.); verso il 270 a.C. Roma dominava su quasi tutta la penisola italiana, dagli Appennini allo Stretto di Messina.

Guerrieri Sanniti: i Sanniti erano un gruppo di popoli diversi, ma con una cultura simile. Vivevano nell’Italia centro-meridionale

Poi Roma fece guerra alla città fenicia di Cartagine (nel nord Africa); con 3 guerre vittoriose (dette guerre puniche), Roma si trovò a controllare tutto il Mediterraneo occidentale (Sicilia, Sardegna, Corsica, coste della Spagna e dell’Africa nord-occidentale).

Il generale cartaginese Annibale cercò di sconfiggere Roma venendo in Italia con il suo esercito e un gruppo di elefanti, ma venne sconfitto dal generale romano Scipione nel 202 a.C.

Tra il II e il I secolo a.C. Roma conquistò quasi tutta l’Europa, l’Africa settentrionale, le terre del Mediterraneo orientale: ormai Roma non era più la città principale di un piccolo Stato, ma una grande città, dove la lotta politica tra coloro che volevano comandare provocò anche numerose guerre civili, cioè guerre tra romani che facevano parte di partiti diversi. Sono diventati molto famosi personaggi come Mario e Silla, come Giulio Cesare e Gneo Pompeo, come Marco Antonio e Ottaviano.

Uno degli episodi più famosi delle guerre civili romane fu l’uccisione di Giulio Cesare nel 44 a.C. (qui in un dipinto di Vincenzo Camuccini)

L’IMPERO

Nel 27 a.C. il Senato diede a Ottaviano il titolo di Augusto, cioè di persona superiore a tutte le altre: nasce in questo modo l’Impero romano, che durò per 5 secoli e fu uno dei più grandi e importanti dell’antichità.

L’Impero Romano e le sue varie province

Far funzionare un impero così grande non era facile: il territorio venne diviso in province con a capo un governatore. Gli abitanti delle province pagavano un tributo a Roma. Tutto il potere, senza alcun limite, era nelle mani dell’imperatore; alcuni imperatori furono particolarmente spietati e odiati e vennero eliminati in seguito a una congiura o a una rivolta militare, come avvenne per Caligola (41 d.C.), Nerone (68 d.C.) e Domiziano (96 d.C.).

Da sinistra: Caligola, Nerone, Domiziano

Dal III secolo d.C. per poter diventare imperatori bisognava usare la violenza, cioè uccidere un imperatore e prendere il suo posto. Fu proprio allora che l’Impero Romano cominciò a entrare in crisi: alcune regioni si ribellarono agli imperatori e si staccarono dall’Impero; altre regioni furono attaccate dai popoli che vivevano ai confini dell’Impero.
Per due secoli l’Impero Romano visse momenti molto difficili: nel 286 l’imperatore Diocleziano divise l’impero in due parti (l’Impero Romano d’Oriente e l’Impero Romano d’Occidente). Nel 306 questa divisione in due parti venne abolita, ma nel 395 venne di nuovo stabilita; da allora ci furono due imperi:
1- l’Impero d’Occidente, che finì definitivamente nel 476 d.C.; 
2- l’Impero d’Oriente (detto anche Bizantino, dal nome della città di Bisanzio, divenuta Costantinopoli con l’imperatore Costantino) e che durò fino al 1453.


GLOSSARIO DI BASE:

Nella colonna di sinistra i termini al singolare e tra parentesi al plurale, in ordine alfabetico; nella colonna di destra il significato dei termini espresso con un’immagine o una frase. Alcuni termini di questa lezione sono spiegati nelle lezioni precedenti.

NOME
DESCRIZIONE
Antichità
I secoli molto lontani da noi
Assemblea (assemblee)
Gruppo di persone che prendono insieme delle decisioni sulla vita di tutti
Commercio
Acquisto e vendita di una merce
Congiura (congiure)
Patto segreto per prendere il posto di chi comanda
Famiglia (famiglie)
Gruppo di persone che sono parenti tra loro: padre, madre, figli, ecc…
Impero (imperi)
Grande regno, grande stato
Protesta (proteste)
Sale (sali)
Terra (terre)
Campi coltivabili, terreni
Tributo (tributi)
Soldi che si devono dare allo Stato, come le tasse

venerdì 7 ottobre 2016

227 La penisola italiana prima di Roma

LA PENISOLA ITALIANA PRIMA DI ROMA

Se la Grecia era abitata da un’unica popolazione, la penisola italiana era abitata da tanti popoli diversi, che avevano un’origine e lingua, credenze ed usanze differenti.
Verso il 2.000 a.C. c’erano i Liguri a nord, i Bruzi a sud, i Sicani in Sicilia e i Sardi in Sardegna. Poi verso il 1.000 a.C. arrivarono altre popolazioni, che si fusero con le popolazioni precedenti o presero il loro posto. Più tardi arrivarono altri popoli, come gli Etruschi (al centro), i Veneti (a nord) e i Celti (a nord-est): inoltre nella penisola italiana c’erano anche colonie di Fenici e di Greci.
Insomma, in Italia c’era una situazione molto complicata di popoli differenti, come puoi vedere nella cartina seguente, riferita alla prima metà del I millennio a.C.


GLI ETRUSCHI

La prima civiltà urbana in Italia fu quella degli Etruschi. Provenendo forse dall’Asia Minore, gli Etruschi si stabilirono in una regione che chiamiamo Etruria, che comprendeva la Toscana, il Lazio settentrionale, parte dell’Umbria e dell’Emilia: era una zona ricca, dove si poteva praticare l’agricoltura (viti e olivi soprattutto), lo sfruttamento delle foreste (per costruire case e navi), l’allevamento (di maiali e di cavalli da corsa), la pesca e le attività estrattive (in particolare nell’Isola d’Elba c’era ferro in grande quantità).

Il disegno mostra una miniera etrusca, che poteva essere profonda anche 100 metri

Le ricchezze presenti in Etruria permisero agli Etruschi di fabbricare prodotti artigianali di altissima qualità e di commerciarli in tutto il Mar Tirreno: tra l’VIII e il VI secolo a.C. gli Etruschi dominavano il Mar Tirreno e i territori dell’Italia centrale, dove fondarono numerose città (come Perugia, Volterra, Arezzo, Bologna, Mantova).

Disegno raffigurante una nave mercantile etrusca e un gruppo di mercanti

Arrivarono fino alla Campania, ma qui si trovarono a combattere contro i Greci: nel 474 a.C. i Greci sconfissero gli Etruschi con una battaglia navale e per gli Etruschi iniziò il declino. A mettere fine alla civiltà etrusca fu poi una nuova potenza, che stava conquistando tutta l’Italia: Roma.
La civiltà etrusca ci ha lasciato molte testimonianze importanti: la religione degli Etruschi era molto simile a quella greca, ma anche a quella della Mesopotamia. Gli Etruschi (come gli Egizi) avevano un grande rispetto per i morti: li seppellivano in sarcofagi (delle grandi urne in pietra), che venivano collocati in tombe (grandi quanto delle stanze) sotto terra, con dentro tutti gli oggetti della vita quotidiana che erano appartenuti ai defunti. Queste tombe venivano costruite in zone particolari dette necropoli (che significa città dei morti).

La Tomba dei rilievi a Cerveteri (vicino a Roma) presenta, scolpiti a rilievo sulle pareti, gli utensili che si potevano trovare in una casa etrusca

Scena di caccia e pesca, dalla Tomba della caccia e della pesca di Tarquinia: gli affreschi alle pareti delle tombe etrusche sono una testimonianza diretta della vita quotidiana degli Etruschi

Dai Greci gli Etruschi presero l’amore per la musica, ma lo svilupparono al massimo: la musica presso gli Etruschi non veniva eseguita soltanto durante i banchetti, le feste religiose o le operazioni militari, ma persino nel corso degli incontri di pugilato, o quando si frustavano i servi, o mentre si cucinava, o si andava a caccia (poiché si credeva che la musica attirasse gli animali nelle reti e nelle trappole).

Musici dalla Tomba dei leopardi di Tarquinia

La civiltà etrusca, dunque, ha preso molti elementi da altri popoli, ma ha anche sviluppato alcune caratteristiche del tutto originali: per esempio negli edifici etruschi è presente un elemento architettonico – l’arco a volta – che era sconosciuto altrove.

Porta con arco a volta di Volterra

Anche il ruolo della donna etrusca era assai diverso rispetto a quella greca: non solo le donne partecipavano ai banchetti assieme ai mariti (per i Greci era una grande scandalo), non solo il loro nome o la loro immagine venivano scolpiti nei coperchi che chiudevano i sarcofagi, ma addirittura le donne (naturalmente solo quelle delle classi superiori) a volte si dedicavano alla politica.

Un uomo e una donna durante un banchetto (dalla Tomba della caccia e della pesca di Tarquinia)

Coperchio del cosiddetto Sarcofago degli sposi

Infine va ricordato che alcuni elementi della civiltà etrusca passarono in quella romana, per esempio
- l’uso dell’arco nella costruzione degli edifici
- il teatro
- le corse dei carri negli spettacoli
- l’arte della divinazione (ossia la pratica di prevedere il futuro leggendo e interpretando presagi di vario tipo – per esempio gli Etruschi esaminavano le viscere degli animali uccisi per sacrificio agli dèi).

Tomba degli auguri di Tarquinia; i due personaggi raffigurati nella parete frontale sono stati interpretati come due àuguri, cioè sacerdoti che interpretavano i voleri divini, osservando il volo degli uccelli

GLOSSARIO DI BASE:
Nella colonna di sinistra i termini al singolare e tra parentesi al plurale, in ordine alfabetico; nella colonna di destra il significato dei termini espresso con un’immagine o una frase. Alcuni termini di questa lezione sono spiegati nelle lezioni precedenti.

NOME
DESCRIZIONE
Arco a volta (archi a volta)
Il soffitto di una porta di forma rotonda (vedi figura della lezione
Banchetto (banchetti)
Festa tra tante persone per mangiare e bere insieme
Battaglia navale (battaglie navali)
Scontro tra navi nemiche che si fanno la guerra
Caccia (cacce)
Colonia (colonie)
Città costruita da un popolo che va a vivere in un posto diverso da quello di origine
Coperchio (coperchi)
La parte superiore del sarcofago (vedi la voce: sarcofago)
Declino (declini)
Il diventare meno forti, meno ricchi, meno importanti
Defunto (defunti)
Morto
Edificio (edifici)
Tutti i tipi di casa o palazzo o costruzione
Olivo (olivi)
L’albero che produce le olive
Pesca (si usa solo il singolare)
Prendere i pesci in mare o nei fiumi o nei laghi
Pugilato (si usa solo il singolare)
Rete (reti)
Sarcofago (sarcofagi)
Scandalo (scandali)
Un comportamento vergognoso, un’azione che tutti dicono che è brutta
Servo (servi)
Persona che fa i lavori più faticosi per un padrone
Stanza (stanze)
Area di una casa
Tomba (tombe)
Il luogo in cui si mette un morto
Trappola (trappole)
Urna (urne)
Contenitore in pietra dove mettere un morto per seppellirlo
Viscere (si usa solo il plurale)
Gli organi interni di un animale (anche di un uomo): budella, fegato, cuore eccetera





giovedì 23 giugno 2016

226 L'antica Grecia

L’ANTICA GRECIA

LE PRIME CIVILTÀ EUROPEE

La penisola Balcanica è la regione europea più vicina all’Asia sud-occidentale: per questo proprio qui nel VII millennio a.C. si diffondono le innovazioni che erano comparse in Egitto e in Mesopotamia.


Nel III millennio a.C. le innovazioni del Medio Oriente si diffondono nelle isole del Mar Egeo e in quelle vicine alla costa dell’Asia: però queste isole sono piccole, per questo qui non si formano delle vere e proprie città.

Nel II millennio nell’isola di Creta si sviluppa la civiltà minoica, con una popolazione numerosa e le prime città dell’Europa, ricche di palazzi, affreschi, decorazioni.

I resti del palazzo di Cnosso, nell’isola di Creta

Affresco del XVI-XV secolo dal palazzo di Cnosso

Infine nella penisola Balcanica si sviluppa la civiltà greca, detta anche ellenica (perché i Greci chiamavano se stessi Elleni e il loro territorio Ellade), o ancora micenea (dalla città di Micene).


I vari popoli che danno vita a queste civiltà si dedicano per molti secoli alla pesca, all’agricoltura e all’allevamento: la pesca è possibile, perché ci sono molti porti naturali e molte isole, che rendono facile viaggiare per mare; l’agricoltura è difficile perché non ci sono grandi pianure e nemmeno grandi fiumi, inoltre il suolo è quasi ovunque poco fertile, però i Greci imparano a coltivare alcune piante (come la vite e l’ulivo), da cui si ricavano prodotti (vino e olio) costosi e richiesti; l’allevamento, soprattutto di ovini, è molto praticato nelle regioni meno fertili.

Piccola anfora cretese decorata con motivi marini (un polipo) del XV secolo a.C.

Un oliveto nell’isola di Creta

Un gregge nei monti del Peloponneso

Nei secoli successivi i Greci attraversano il Mar Mediterraneo e fondano nuove città in Italia e nell’Africa settentrionale; il commercio e l’artigianato diventano le attività più importanti e città come Atene, Taranto, Siracusa e Cirene sono i più ricchi centri commerciali del Mediterraneo.


Vaso del 730-720 a.C. con imbarcazione greca

Verso il IX secolo a.C. l’uso del ferro (per gli attrezzi agricoli e per le armi) permette a questi popoli di conoscere uno sviluppo economico (= più ricchezza), demografico (= più popolazione) e culturale. Si diffonde un nuovo tipo di scrittura alfabetica e i Greci fondano nuove città nelle terre attorno al Mediterraneo: queste città vengono chiamate colonie.
I popoli che entrano in contatto con i Greci ammirano le loro abitudini elleniche e le imitano: in questo modo la civiltà greca si diffonde a nord e a sud del Mediterraneo.

Un ostrakon (cioè un pezzo di ceramica) con un nome (Temistocle) scritto in alfabeto greco

LE CITTÀ GRECHE

I Greci erano un unico popolo, con la stessa lingua e la stessa religione, ma ogni città formava uno Stato a sé, chiamato polis, con un proprio governo e una propria moneta.
Il termine greco polis (il plurale è poleis) viene indicato nella lingua italiana con l’espressione “città-stato”.
Alcune di queste città-stato avevano un governo aristocratico, cioè comandavano solo alcuni gruppi di persone. A Sparta, per esempio, comandavano gli Spartiati, ossia i discendenti dei popoli che avevano invaso la regione, mentre tutti gli altri abitanti della città (mercanti, artigiani e contadini) erano esclusi da ogni decisione.

Resti del teatro di Sparta

In altre città, dove c'erano molti commercianti e artigiani, il potere politico è nelle mani del popolo; in particolare ad Atene si sviluppa la prima democrazia della storia, ossia una forma di governo in cui è il popolo (escluse le donne, gli stranieri e gli schiavi) che decide quali sono le scelte migliori per la comunità (democrazia significa letteralmente potere del popolo).

Disegno ricostruttivo dell’acropoli di Atene (acropoli = parta più alta della città)

LE GUERRE NELL’ANTICA GRECIA

I Greci (come tutti i popoli) hanno combattuto numerose guerre, sia offensive (cioè attaccando altri popoli per conquistarli) sia difensive (cioè per difendersi dall’attacco di altre genti).
La più famosa di queste guerre è quella fatta dai Greci contro la città asiatica di Troia verso il 1.200 a.C.; questa guerra è stata raccontata nei due poemi (l’Iliade e l’Odissea) che si dice siano stati inventati da un poeta cieco di nome Omero.

Rovine della città di Troia

All’inizio del V secolo i Greci combattono contro i Persiani, che vengono sconfitti, anche se avevano un esercito molto più numeroso di quello greco.

In alto soldati greci, in basso soldati persiani

Tra il V e il IV secolo in Grecia scoppiano molte guerre tra le varie poleis o anche dentro una stessa città: in questo modo le città greche diventano deboli e perdono molti uomini e Filippo II, re di Macedonia (una regione nella parte più settentrionale della Grecia), attacca queste città, riuscendo a conquistare nel 338 a.C. gran parte della Grecia.
Il figlio di Filippo II, Alessandro, parte poi alla conquista dell’Impero Persiano e, vittoria dopo vittoria, riesce a creare un grande impero, che comprende i territori che si trovano tra l’Anatolia e l’Egitto a ovest e il fiume Indo a est; per queste sue imprese Alessandro viene detto il Grande o Magno.


Sul suo impero Alessandro regna come un sovrano assoluto (cioè che non accetta alcuna opposizione alle sue decisioni), ma favorisce anche gli scambi culturali tra Grecia e Oriente, così nasce una nuova civiltà, detta ellenistica, che sviluppa moltissimo gli studi scientifici, in particolare l’astronomia, la geometria e la geografia.
Alessandro muore a soli 33 anni nel 323 a.C. e l’impero si divide in tanti stati controllati dai generali di Alessandro, spesso in guerra uno contro l’altro.

Alessandro (l’uomo a destra) contro Dario, in un mosaico del 100 circa a.C.

LA CIVILTÀ GRECA

La civiltà greca è alla base di gran parte della civiltà europea attuale; essa ha creato la politica, l’arte, la letteratura, la scienza, la filosofia. Ancora oggi noi leggiamo l’Iliade e l’Odissea, o le favole di Esopo; a teatro andiamo a vedere le tragedie e le commedie scritte dai Greci antichi; la pittura, la musica, il cinema molte volte hanno preso spunto dall’antica Grecia per inventare quadri, opere liriche, film.
Per esempio:

Questo è un dipinto del 1483 di Sandro Botticelli, ispirato alla storia degli dèi Venere e Marte

Il pittore, scultore e architetto italiano Michelangelo ha scolpito questa Battaglia dei Centauri, che è una storia greca.

Il pittore spagnolo Diego Velázquez, nel 1630 ha dipinto questo Apollo nella fucina di Vulcano, che è ispirato alla mitologia greca

Il musicista austriaco Wolfgang Amadeus Mozart ha composto nel 1780 l’opera “Idomeneo”, tratta da una storia greca

Il regista tedesco Wolfgang Petersen nel 2004 ha diretto il film “Troy”, che racconta la guerra di Troia.

A partire dal 2005 lo scrittore statunitense Rick Riordan ha scritto una serie di romanzi, sul personaggio di Percy Jackson, un ragazzo che vive una serie di avventure tratte dalla mitologia greca.

I Greci avevano una religione politeista (= credevano in molti dèi), raccontata attraverso storie che formano la mitologia greca, cioè storie che parlano di dèi e eroi.
In onore dei loro dèi i Greci organizzavano feste religiose, manifestazioni sportive (tra cui le Olimpiadi) e cerimonie (tra cui gli spettacoli teatrali).

Bassorilievo con lottatori del 510 a.C. circa, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Atene

Per le loro divinità i Greci costruivano templi, grandi monumenti ornati con statue, pitture e rilievi.

Il Partenone ad Atene, un grande tempio costruito tra il 448 e il 432 a.C.

La Nike di Samotracia, una bellissima statua scolpita tra il 190 e il 180 a.C.

I Greci erano bravi a fabbricare vasi dipinti molti belli, che si trovano in tanti musei del mondo.

Un’anfora a figure nere con due personaggi (Achille e Pentesilea), del 540-530 a.C.

Per rappresentare le loro tragedie (storie che finiscono con la morte dei protagonisti) e le loro commedie (storie divertenti a lieto fine) i Greci costruivano bellissimi teatri.

Teatro di Epidauro (in Grecia), costruito verso la metà del IV secolo a.C.

Greci sono i matematici Pitagora e Euclide, il medico Ippocrate, lo storico Erodoto e i filosofi Socrate, Platone e Aristotele.

Da sinistra: Pitagora, Euclide, Ippocrate ed Erodoto, così come sono stati immaginati nei secoli

LA VITA QUOTIDIANA

La vita quotidiana in Grecia era simile a quella dei popoli del Vicino Oriente.
Il matrimonio era deciso dai genitori degli sposi, oppure dallo sposo, se era più anziano della moglie; la moglie non poteva scegliere il marito. Non ci si sposava per amore, ma solo per generare figli, meglio se maschi.
La donna non aveva alcun potere, infatti era sempre soggetta ai maschi: prima il padre, poi il marito e, se rimaneva vedova, i figli.
Ogni famiglia ricca possedeva alcuni schiavi, che avevano compiti diversi: cucinare, pulire, lavare, sorvegliare l’ingresso della casa, andare al mercato, badare ai bambini. Uno dei compiti della padrona di casa era proprio quello di sorvegliare i servi.

Una donna mette la biancheria in una cassa

L’educazione dei figli era diversa da città a città: per esempio a Sparta maschi e femmine ricevevano un’educazione di tipo militare, fatta di esercizi fisici e una rigida disciplina. In altre città oltre agli esercizi fisici si imparavano altre cose, mediante maestri privati, ma solo se si era maschi. Le ragazze imparavano dalla madre a filare, tessere, preparare i pasti e badare alle spese domestiche. Erano molto rare le donne che avevano una cultura elevata.
L’alimentazione si basava prevalentemente sui cereali e sui legumi, ma tutti consumavano anche olive, formaggi di pecora e pesce; verdure, frutta e carne, essendo più costose, erano riservate ai più ricchi. Si beveva acqua e, naturalmente, vino: essendo però il vino greco piuttosto forte, lo si allungava comunemente con l’acqua. I banchetti erano uno dei maggiori divertimenti per gli uomini.

Un servo e un grande cratere per il vino

Gli uomini indossavano un telo rettangolare (chiamato chitone), che lasciava scoperta una parte del corpo; soldati e persone che facevano vita attiva lo indossavano corto, gli altri lungo. La nudità maschile non era considerata vergognosa e nelle gare sportive gli atleti erano completamente nudi, così come gli schiavi che lavoravano in campagna o nelle miniere.

Due giovani con il telo maschile, che poteva anche essere portato piegato su una spalla

Anche le donne indossavano grandi teli che venivano messi a pieghe con fibbie o cuciture, ma il loro corpo era coperto fino ai piedi; era brutto per una donna mostrarsi nuda.
Uomini e donne restavano normalmente scalzi quand’erano in casa, mentre, quando uscivano, calzavano solitamente dei sandali.

Due figure femminili coperte fino ai piedi dalle loro vesti

Le case erano per lo più ad un solo piano, non erano grandi e avevano pochi arredi (= mobili); le abitazioni dei ricchi erano migliori di quelle dei poveri.

L’arredamento della sala dove si mangiava: un letto in legno con il materasso, un tavolino per le vivande, una sedia con schienale e braccioli e sgabello per i piedi, un grande vaso per il vino; alla parete sono appesi un elmo e uno scudo

GLOSSARIO DI BASE:
Nella colonna di sinistra i termini al singolare e tra parentesi al plurale, in ordine alfabetico; nella colonna di destra il significato dei termini espresso con un’immagine o una frase. Alcuni termini di questa lezione sono spiegati nelle lezioni precedenti.

NOME
DESCRIZIONE
Abitudine (abitudini)
Qualcosa che si fa sempre, costantemente
Affresco (affreschi)
Dipinto fatto su un muro (ne puoi vedere uno nelle immagini di Cnosso)
Arma (armi)
Artigianato (non si usa il plurale)
Il lavoro dell’artigiano, cioè di chi costruisce oggetti di uso comune (attrezzi, abiti, vasi, armi, eccetera)
Artigiano (artigiani)
Astronomia (non ha il plurale)
Lo studio delle galassie, delle stelle, dei pianeti, dell’universo
Banchetto (banchetti)
Pranzo ricco e con molte persone (parenti, amici, ospiti importanti)
Campagna (campagne)
L’insieme dei campi dove si può praticare l’agricoltura
Casa (case)
Cerimonia (cerimonie)
Manifestazione fatta seguendo delle regole e con delle persone che fanno da pubblico (ad esempio, il matrimonio è una cerimonia)
Commerciante (commercianti)
Commercio (non si usa il plurale)
Il lavoro del commerciante, cioè di chi vende qualsiasi cosa
Comunità (il plurale è uguale)
Un insieme di persone, che sono legate tra loro da sentimenti, interessi, bisogni (ad esempio, la scuola è una comunità)
Corpo (corpi)
Cucitura (cuciture)
Decorazione (decorazioni)
Disegno fatto su legno, vetro, pietra, ecc. per farli più belli
Donna (donne)
Ferro (il plurale è ferri, ma si usa di solito per indicare oggetti fatti di ferro)
Metallo con cui si fanno tanti oggetti, semplici o complessi
Fibbia (fibbie)
Figlio (figli)
Filosofo (filosofi)
Persona che si occupa di filosofia, cioè del pensiero umano, della conoscenza, delle azioni degli uomini
Formaggio (formaggi)
Generale (generali)
Comandante di un esercito
Genitore (genitori) = mamma e papà
Geografia (non si usa il plurale)
Lo studio del pianeta Terra e delle persone che ci vivono
Geometria (non si usa il plurale)
Lo studio dello spazio e delle figure spaziali (è una parte della matematica)
Governo (governi)
Le persone che comandano politicamente una città o uno Stato
Innovazione (innovazioni)
Una cosa che appare per la prima volta, una cosa nuova, mai vista prima
Isola (isole)
Marito (mariti)
e
Moglie (mogli)
Matrimonio (matrimoni)
La scelta di un marito e una moglie di sposarsi e vivere assieme
Mercato (mercati)
Luogo in cui si vendono e si possono comperare oggetti di vario tipo
Miniera (miniere)
Moneta (monete)
Museo (musei)
Luogo in cui si conservano opere d’arte o manufatti di una civiltà
Olio (olii)
e
Oliva (olive)
Opposizione (opposizioni)
Quando si è contrari a qualcuno o qualcosa
Ovino (ovini)
Gli animali come pecore, capre, agnelli
Padrona (padrone)
Donna che comanda, per esempio in casa, in una fabbrica, in un ufficio, ecc.
Penisola (penisole)
Pesca (non si usa il plurale)
Lavoro che consiste nel prendere i pesci dal mare o da un lago per mangiarli o venderli
Piano (piani)
La parola ha tanti significati; qui ha quello del livello di un edificio
Piega (pieghe)
Poema (poemi)
Un lungo racconto in forma di poesia
Poeta (poeti)
Persona che scrive poesie e poemi
Popolo (popoli)
Tutte le persone che vivono in uno Stato
Religione (religioni)
Credere in qualche dio, in qualche forza soprannaturale
Rilievo (rilievi)
La parola ha anche altri significati
Scultura che emerge un poco da un muro o da una superficie piana
Sandalo (sandali)
Scrittura (scritture)
L’azione di scrivere
Servo (servi)
Persona che fa tutti i lavori necessari in una casa; nell’Età Antica un servo era di solito anche schiavo
Sovrano (sovrani)
Re
Sposo (sposi)
Persona che si sposa, cioè che prende una moglie o un marito (vedi sopra)
Storico (storici)
Persona che si interessa di storia e scrive i fatti che sono accaduti
Straniero (stranieri)
Persona che vive in uno Stato nel quale non è nato
Suolo (suoli)
Terreno, terra
Telo (teli)
Grande pezzo di stoffa che si può piegare in vari modi
Ulivo (ulivi)
L’albero che produce le olive
Vedova (vedove)
Moglie a cui è morto il marito
Verdura (verdure)
Tutti i vegetali che si possono mangiare
Vite (viti)
La parola ha anche altri significati
La pianta che produce l’uva
Vittoria
L’atto del vincere, arrivare primo in una gara, sconfiggere i nemici in una guerra, ecc.

I VERBI “STORICI” DI QUESTA LEZIONE:

Forma verbale italiana
Il verbo nella lingua dell’alunno
Il significato
Attacca – attaccando (attaccare)

Andare contro un nemico per fare guerra
Combattono / hanno combattuto (combattere)

Affrontare un nemico con le armi in mano
Costruivano (costruire)

Fare (si dice di una casa, o di un oggetto, o di qualcosa di concreto)
Difendersi (difendere)

Resistere all’attacco di un nemico
Erano esclusi (escludere)

Non considerare qualcuno uguale agli altri
Fondano (fondare)

Far nascere (si dice di solito di una città)
Avevano invaso (invadere)

Entrare nel luogo dove vive un altro popolo con la violenza e per prendere il suo posto, o per rubare le sue cose
Organizzavano (organizzare)

Occuparsi di una cosa, per farla nascere bene
Regna (regnare)

Comandare uno Stato da parte di un re
Scoppiano (scoppiare)

Incominciare all’improvviso e con violenza
Si divide (dividere)

Spaccarsi in pezzi
Si sviluppa (sviluppare)

Crescere e diventare potente
Vengono sconfitti (sconfiggere)

Perdere una guerra

VERBI COMUNI:

Forma usata nella lezione
Infinito in lingua italiana
Infinito nella lingua dell’alunno
Allungava
Allungare

Ammirano
Ammirare

Attraversano
Attraversare

Badare
Badare

Calzavano
Calzare

Consumavano
Consumare

Controllati
Controllare

Cucinare
Cucinare

Decide
Decidere

Si dedicano
Dedicarsi

È stata raccontata
Raccontare

Era deciso
Decidere

Fabbricare
Fabbricare

Favorisce
Favorire

Filare
Filare

Ha creato
Creare

Imitano
Imitare

Imparavano
Imparare

Indossavano
Indossare

Lavare
Lavare

Muore
Morire

Possedeva
Possedere

È praticato
Praticare

Preparare
Preparare

Pulire
Pulire

Ricavano
Ricavare

Ricevevano
Ricevere

Sorvegliare
Sorvegliare

Uscivano
Uscire